Il POF, cioè il Piano per l’Offerta Formativa, è la carta d’identità con cui la scuola si definisce nei confronti delle famiglie, degli studenti e della realtà locale e costituisce la base per gli impegni reciproci da assumere per realizzare la “mission” della scuola. Il POF, infatti:

  • illustra la struttura, l’organizzazione della scuola e le attività che vi si svolgono
  • presenta tutti i progetti, le attività e i servizi offerti dall’istituto
  • illustra le modalità e i criteri per la valutazione degli alunni e per il riconoscimento dei crediti
  • descrive le azioni di continuità, orientamento, sostegno e recupero corrispondenti alle esigenze degli alunni concretamente rilevate.

Gli obiettivi che il P.O.F. si pone sono:

  • garantire un’organizzazione più funzionale
  • estendere il campo dell’offerta formativa
  • elevare la qualità dei servizi permettere il confronto con l’utenza, per verificare quelli che sono i reali bisogni di alunni e genitori
  • aprire la scuola al territorio
  • definire le caratteristiche specifiche della scuola
  • fornire le necessarie informazioni alle famiglie, agli enti locali o ad altri soggetti coi quali la scuola opera.

Rispetto alla struttura e alle modalità di elaborazione del POF la legge 107/2015 ha introdotto sostanziali modifiche:

  1. Anzitutto, a partire dall’a.s. 2016/17 il POF diventa triennale (ma può essere rivisto annualmente) e dunque PTOF e va definito entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento.
  2. Diversamente da quanto previsto dal T.U. 297/1994 e dal DPR 275/1999, è il Dirigente Scolastico, mediante l’emanazione di un Atto di Indirizzo a definire gli obiettivi e finalità del Piano, il piano viene poi elaborato dal Collegio dei Docenti e approvato dal Consiglio di Istituto.
  3. Il PTOF tiene conto delle previsionei dell’art. 1, c. 7 della Legge 107, in particolare per quanto riguarda il potenziamento delle competenze linguistiche, matematico – logiche, scientifiche, lo sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica, l’alfabetizzazione all’arte, il potenziamento delle discipline motorie, lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, la prevenzione e il contrasto della dispersione scolastica, i percorsi dell’alternanza scuola – lavoro per gli Istituti di Secondaria di Secondo Grado.
  4. Il PTOF deve, inoltre, contenere i piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche, individuati dopo una compiuta analisi del Rapporto di Autovalutazione (RAV), utilizzandone i dati e operando le necessarie scelte.
  5. Oltre a quanto elencato in precedenza, nel Piano triemnnale dell’Offerta Formativa devono essere indicati anche:
  • il fabbisogno di posti comuni e di sostegno, sulla base del monte orario degli insegnamenti,con riferimento anche alla quota di autonomia dei curricoli e agli spazi di flessibilità, nonché del numero di alunni con disabilità, ferma restando la possibilità di istituire posti di sostegno in deroga,
  • il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa,
  • il fabbisogno relativo ai posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario,
  • il fabbisogno di infrastrutture e attrezzature materiali.

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